Apollo no uta

A cura di Emy

Titolo originale: Apollo no uta (La canzone di Apollo)

Edizione italiana: assente

Edizione americana: Vertical, 2007 - completa.
Volume unico. 19.95 $, 543 pp. ISBN-10: 2756006726
Seconda edizione Vertical, 2010, due volumi.

Edizione originale: 1970, raccolto da Kodansha nel 1977 in 3 volumi.




Shogo Chikaishi non è esattamente un ragazzo modello, presenta anzi una spiccata propensione alla violenza. Specialmente quando si imbatte in animali dediti all'accoppiamento, manifesta un impulso addirittura sadico. Viene pertanto rinchiuso in un nosocomio e il medico che lo ha in cura decide di sottoporlo a elettroshock.
Durante la terapia, il ragazzo fa uno strano sogno (ma sarà veramente un sogno?): si ritrova faccia a faccia con una dea che dichiara prima la sua colpa (è un nemico dell'amore), quindi emette una sentenza... Sarà condannato ad amare e, pur essendo riamato, a non raggiungere mai l'oggetto del suo desiderio. È quindi condannato a desiderare in eterno l'amore senza mai poterlo raggiungere e possedere completamente, per sempre.
Inizia perciò una girandola di vite vissute da Shogo in cui egli è sempre protagonista infelice. Dapprima, durante la Seconda Guerra mondiale, si innamora -lui ufficiale nazista- di una giovane ebrea deportata: un amore che sboccia improvviso e urgente, e che vede i due braccati dai nazisti e infine uccisi... Si scambieranno un'unica notte, in cui mescoleranno all'agonia della morte imminente confidenze e promesse per un futuro che non avverrà mai.
Shogo sarà poi un pilota d'aeroplano che finisce con l'innamorarsi di una spocchiosa quanto decisa giornalista e vivrà, isolato con lei, un'avventura in un'isola dimenticata, in cui gli animali sembrano dotati di un'intelligenza superiore all'uomo. Anche questo è un amore infelice, stroncato dalla morte. E forse la donna che più gli ruberà il cuore è la giovane Hiromi che, colpita dalle capacità atletiche del ragazzo, ha intenzione di farne un maratoneta... Sempre che non nasconda anche lei qualcosa... Fin qui appena la prima metà del volume della Vertical.
La bellissima edizione americana rende giustizia a un'opera dalla lettura trascinante e magnetica che ti conduce per mano per poi abbandonarti alla parola "fine".

Che cosa resta dopo la lettura? Senz'altro la consapevolezza di essersi misurati con un testo apparentemente semplice ma in realtà composito: non è solo la storia di Shogo, ma la storia di un uomo e una donna, o meglio la storia di tutti gli uomini e di tutte le donne, destinati a perpetuare la specie attraverso un atto d'amore. Necessità essenzialmente biologica, certo. Ma non solo: necessità di confrontarsi col diverso, di assimilarlo, di diventare più ricchi attraverso il confronto con esso. Non può mancare neanche in quest'opera di Tezuka, infine, il tema dell'ecologia.

Il substrato filosofico e simbolico della "canzone di Apollo" riferisce al mito di Apollo e Dafne, mito che compare solo alla fine del volume e che ne chiarisce l'intento principale. Il mito mostra cosa accade quando la donna (o, nel caso di Shogo, un uomo), rifiuta la necessità biologica: diventa "un albero di alloro", snatura la sua stessa essenza umana. Shogo, che all'inizio del volume era teso a diventare "un albero di alloro", viene ricondotto alla propria natura umana dalla dea, ma è costretto a pagare il fio di essersi rifiutato all'amore e aver tradito la sua stessa natura.

Un'altra opera pregna di significato, bellissima, irrinunciabile per i Tezuka fan e non solo.

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